Nei suoi scatti, Christine McConnell è spesso la protagonista assoluta, comunicandoci la sua innata arte di vivere, stilosissima:ma proprio per questo, non chiamateli selfie, per favore.

Nei venti minuti in cui ho osservato le sue fantastiche immagini per scrivere questo articolo su di lei, i suoi followers su Instagram sono passati da 54.000 a 55.214.
Subito dopo aver scritto la riga qui sopra –sono passati pochi secondi – faccio un altro refresh della sua pagina per mia curiosità, e noto che i suoi seguaci sono saliti a 55.248.

Non male per una ragazza che è

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cresciuta comprando abiti usati e che ha impiegato mesi per potersi comprare una Nikon D600.

Non sto parlando di una delle web-celebrities con un seguito oceanico di fronte al quale ci si stupisce e non poco:le fashion-blogger che sfiorano il comico involontario ogni volta che postano degli imbarazzanti outfit che nessuna donna sana di mente indosserebbe nemmeno a carnevale, oppure le modelle per caso che sparano volgarissimi selfie a ritmo continuo, collezionando tonnellate di commenti da parte dei pervertiti della rete.

Lei intanto è bella, anzi bellissima. E pure bravissima, perché pare sappia fare proprio di tutto, a livelli eccellenti. Questa Wonder Woman in carne e ossa è Christine McConnel, ha 32 anni ed è di casa a Los Angeles. E’ un’artista a 360 gradi:si mantiene realizzando scatti di moda dall’allure anni ’50 estremamente glamour e facendo decorazioni d’interni, ma anche le sue abilità di pittrice, stilista e di cake e set designer – per lei solo degli hobby – potrebbero trovare sbocchi lavorativi di un certo spessore.

I set che le fanno da sfondo, e che tante volte è lei a prepararsi da sola, fanno passare il messaggio che lei sia una donna ricca. In realtà non è così: la vera ricchezza di questa ragazza è la felicità di potersi mantenere con la propria creatività, che pare non avere limiti.

Nei suoi scatti lei è spesso la protagonista assoluta, comunicandoci la sua innata arte di vivere, stilosissima:ma proprio per questo, non chiamateli selfie, per favore. Anche quando Christine è intenta a creare torte o dipinti murali, il suo stile è sempre impeccabile negli abiti e nelle scenografie che la circondano, perché ha capito bene che nel mondo dell’immagine nemmeno l’artista è esentato dal dovere di rappresentarsi al meglio, a maggior ragione se ha contenuti da vendere, in ogni senso. E non è solo mera questione di superficie.

Le sue foto non sono quelle che celebrano l’edonismo del minuto banale, speso male e poi imbellettato fuori fuoco grazie ai filtri Instagram, postate sui social da chi se le suona e se le canta da solo, accompagnandole con l’uso smodato di hashtag agghiaccianti come #solocosebelle, #fashion, #bellavita, #mylife etc., al fine di far credere di vivere una vita invidiabile alle proprie cerchie di conoscenti e amici:perché c’è chi ci casca e invidia, ma la maggior parte non abbocca e si fa delle grasse risate alle spalle dei sedicenti viveur e socialite, in posa come i personaggi che ambirebbero essere e non sono.

Le foto di Christine sono invece autoscatti d’autore e in uno di questi ha voluto celebrarsi nei suoi tanti talenti, ritraendoli tutti insieme. Per realizzare questo scatto ha impiegato un’ora e mezza ma c’è voluta un’estate intera per preparare il resto:ha occupato una stanza della casa dei genitori, ne ha decorato a mano le pareti, l’ha arredata, ha disegnato e cucito tutti e sette gli abiti dei diversi personaggi che interpreta, si è fatta trucco e parrucco, ha eseguito la post-produzione e ha anche cucinato la torta in foto.

Perché sebbene la cucina sia per lei solo un modo di viziare gli amici, le sue creazioni pasticcere sono opere d’arte in senso stretto, con riferimenti al cinema di Tim Burton e alle creature di H R Giger, passando per la musica dei Danzig.

Mentre termino il mio articolo, il suo account Instagram giunge a quota 59,532 followers, tutti meritatissimi. Che sia forse finito il tempo delle belle incapaci di essere altro?
Chissà domani.

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