Passata per un’operazione social 2.0, la votazione online lanciata dal MiBACT con lo slogan L’Arte aiuta l’Arte sembra invece un lancio pubblicitario per l’imminente nuova edizione del Grande Fratello.
I cittadini chiamati a votare l’opera da salvare, e condannare tutte le altre sette in lizza, sono intervenuti numerosi, secondo il Ministero:appena 2.326 votanti si sono espressi, dal 26 ottobre al 15 novembre 2013, a dimostrazione che l’operazione non è piaciuta agli italiani, che di sto periodo si sentono già parecchio derubati nei loro diritti costituzionali. La stragrande maggioranza dei cittadini ha scelto di rifiutare la proposta del Ministero, come fece la vera madre del bambino nell’episodio del giudizio di Re Salomone e hanno fatto bene.

Intanto, il voto espresso alle elezioni è una delega sulle decisioni da prendere per il bene del proprio paese, e un Ministero che non sa prendersi la responsabilità delle proprie azioni non rispetta il suo compito istituzionale.
E quei pochissimi che hanno votato, decretando la vittoria della Madonna con Bambino del Perugino, sono stati influenzati nella scelta dal nome dell’artista, noto e certo,

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rispetto alle altre opere, attribuite a, o di maestri e scuole sconosciute ai più. Come sempre, la risposta è nella domanda.

Nonostante l’iniziativa sia stata spinta sui social – la pagina Facebook conta poco più di 68.000 like – la risposta del pubblico è stata pressoché nulla, mentre le polemiche e l’indignazione, soprattutto fuori dai nostri confini, hanno tenuto banco sui giornali per giorni. Il Ministero, invece di fare tesoro dell’esperienza, parla di risultato importante in merito al numero dei votanti, nascondendo un’altra volta la testa sotto la sabbia e dimostrando di voler ignorare cosa significhi l’uso della rete.

Un’Italia al verde fa votare i cittadini

e ancora

Quale opera dovrebbe essere salvata, se il Governo non può salvarle tutte?

Non se ne capacitano, all’estero, di come l’Italia debba fare un gioco del genere sulla cosa più seria che dispone. Perché non troviamo i fondi per restaurare tutto quanto?
E sull’Independent si fa notare come la Grecia, ben più dissestata di noi, riesca a prendersi cura delle sue opere antiche, nonostante il periodo di crisi nera che sta attraversando.
Nessuno, e prima tra tutti l’Italia, dovrebbe essere chiamato ad operare una scelta tanto autolesionistica.
Non è una novità che i paesi con meno cultura da mantenere, spendano nei fatti anche cinque volte tanto per conservarli.

Ma mi pare quasi di sentirla, la replica del Marchese del Grillo…

 

 

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Sandro Serradifalco
Editore, critico e saggista
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Muove i primi passi nel mondo dell'arte nella doppia veste di pittore e gallerista: l’esperienza vissuta all’interno dei meccanismi di entrambe le barricate gli permette di occuparsi con rara sensibilità dell’immagine degli artisti, attraverso la creazione di eventi di importante caratura nazionale ed estera.

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