Il 24 novembre scorso presso lo storico Palazzo Belloni di Bologna è stata inaugurata la mostra “The Wall”, un concept trasversale che racconta in modo ricercato e sensoriale un viaggio attorno e dentro il muro. The Wall propone al visitatore un tragitto attraverso la multimedialità, installazioni interattive e opere d’arte che si accompagnano a racconti storici, riferimenti letterari, video e musica.

Si alternano, a seconda delle sale, le opere di Giovanni Battista Piranesi, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Rotella, Lucio Fontana, Hitomi Sato, Pink Floyd, Christo, contestualizzandosi di volta in volta con una scelta di punti di vista che determinano il taglio della mostra, tra dimensioni artistiche e storiche, tra muri psicologici ed espressivi, politici e sociali, funzionali e della memoria.

Il Muro è segno di cultura, è nato con l’uomo per costruire, aggiungere, creare passaggi, dividere, difendersi. Ci viene talmente naturale guardare una facciata o un muro dentro o fuori casa nostra, ma non riusciamo a coglierne le infinite implicazioni storico-culturali.

Parlando di Muro ci vengono alla mente alcuni riferimenti che spaziano dai Pink Floyde ai racconti di Jean Paul Sartre, al Muro di Berlino, alle grotte di Lascaux e ancora al muro di Gerico fino alla street e alle banali scritte di anonimi pensatori sui muri di alcune periferie.

The Wall nasce con questo spirito: soverchiare una visione assonnata per raccontare e aprire la nostra mente a nuove concezioni che ci parlano di arte e non solo attraverso un percorso interdisciplinare che affronta il concetto di Muro attraverso sette punti di vista che ne moltiplicano le letture.

Il muro psicologico, invisibile generato per la difesa o l’identità, si contrappone al muro pubblico che al contrario è qualcosa di concreto e di visibile ogni giorno; il muro sociale, è un muro astratto, che separa, divide, discrimina si alterna alla concretezza del muro funzionale nato per differenziare, per creare nuovi spazi dentro e fuori le mura domestiche, ma che per questo può diventare prigione, fino al muro della memoria, che ci interpella sui temi del tempo, della permanenza e del ricordo. Si prosegue con il muro politico, un muro immateriale, determinante per creare barriere e frontiere, divisioni, a volte necessarie a volte crudeli, fino al più recente concetto di privacy e dei suoi confini suoi sempre più labili.

Infine Il muro espressivo sulla cui superficie si può lasciare un segno, un disegno, una traccia, in un richiamo immediato alla Street art, Writers, graffiti, murales.

Anche le opere presenti sono scelte non solo per un valore di carattere storico e artistico ma perché ci evocano le sensazioni di pesantezza, d’invalicabilità del Muro o la estrema leggerezza, fino al superamento dei limiti del concetto di spazio dove l’immaginazione prevale.

Opere

Di Arnaldo Pomodoro viene proposta un’opera di grandi dimensioni della seconda metà degli anni ’50 che porta con sé tutto il peso della materia come metafora dei pensieri dell’uomo, a cui si contrappone Fontana con i suoi tagli per creare una dimensione infinita; seguono gli acquarelli preparatori su carta di Christo che mostrano la leggerezza degli interventi sul paesaggio in una mutazione solo provvisoria. Non poteva mancare Mimmo Rotella e i suoi Dècollages fino alla magica installazione dell’artista giapponese Hitomi Sato che propone un varco da cui passare ricreando la brillantezza della luce attraverso una esperienza tattile e visiva che risveglia reconditi ricordi e forti emozioni. Molto interessante il video realizzato sulle Prigioni, che a differenza delle incisioni di Piranesi degli anni 1745/50 d’ispirazione kafkiana e mitologica, affollate di particolari, dagli spazi drammatici, brulicanti di labirinti e scale, dove non vi è possibilità di uscita, le vie di fuga sono diverse e ben visibili, offrendoci una visita surreale ed uno scenario possibile.

Palazzo Belloni diventa uno spazio in cui il visitatore è direttamente coinvolto tramite mappe sensoriali e light box, in un universo da scomporre e ricomporre con un approccio didattico e cognitivo, in una sorta di osmosi tra presente e futuro, tra storia e reminiscenze, tra valori e paure, tra collettivo e individuale. Una mostra difficile da raccontare in poche frasi ma da vivere personalmente passando attraverso diverse emozioni.

The WALL una produzione con-fine Art srl – www.palazzobelloni.com a cura di Claudio Mazzanti creative director Patrizio Ansaloni installazioni multimediali a cura di Loop – www.loopmm.com  

Orari apertura | 24 novembre 2017 – 6 maggio 2018 al pubblico: da giovedì a domenica, 10.00/20.00 per scuole, visite guidate ed eventi: da lunedì a sabato  

Per informazioni telefono: 051 583439 tutti i giorni 9.30/13.00 – 14.30/18.30

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