Fino al 2 settembre il museo Foam di Amsterdam presenta Swinging Sixties London – Photography in the Capital of Cool, un’immersione nella Swinging London degli anni ’60 che racconta il cambiamento sociale attraverso l’obiettivo di fotografi all’epoca tanto famosi quanto le star che immortalavano.

La moda, le celebrità, la musica, le riviste, il design e il cambiamento sociale sono raccontati dagli scatti che hanno immortalato l’epoca delle possibilità nella capitale della rivoluzione giovanile in Europa, la Londra dei celebri Sixties. I lavori di fotografi celebri quanto le star che immortalavano, come Terence Donovan, Brian Duffy, James Barnor, John Hopkins e Philip Townsend sono riuniti nella mostra Swinging Sixties London – Photography in the Capital of Cool al museo Foam di Amsterdam.

Negli anni ’60 la capitale inglese rappresentava tutto ciò che era all’ultimo grido, alla moda ed elegante. Ribattezzata dal Time “Swinging London” nel 1966, per la sua antica eleganza e la nuova opulenza intrecciate insieme in un abbagliante turbinio, Londra rappresentava la trasformazione avvenuta nei decenni del dopoguerra, da tetra città fatta a pezzi in un brillante epicentro internazionale di stile, cultura e moda.

Gli Swinging Sixties segnarono la nascita delle superstar, dei fan e dei personaggi ma furono anche il simbolo della crescita economica risultato di un ampio processo di democratizzazione. Da lì in poi, la moda e gli svaghi divennero accessibili alla massa e la mentalità della giovane generazione cambiò di conseguenza. I figli del baby boom erano spiriti liberi che si ribellavano contro la cultura conservatrice dei loro genitori mentre band come i Kinks, i Rolling Stones e i Beatles definivano la colonna sonora dei Sixties.

Del resto, fotografi come Terence Donovan e Brian Duffy, all’epoca due ragazzi che si erano fatti strada da soli partendo dal povero East End londinese, divennero celebri per i ritratti ribelli di modelli, musicisti e attori che disegnarono l’immaginario dell’epoca. Jane Birkin, Mick Jagger, Twiggyla modella che lancerà la moda della minigonna, inventata dalla stilista inglese Mary Quant – Michael Caine, ma anche i modelli – di rottura con gli stereotipi di icone bianche – anglo-africani ritratti da James Barnor, erano lì a far capire al mondo che i tempi erano cambiati per sempre.

In quegli anni, diversi nostri registi scelsero di raccontare la città di Londra, sogno ad occhi aperti e miraggio per milioni di giovani italiani che la immaginavano come ideale di libertà e trasgressione.

Tra le pellicole più celebri, entrambe del 1966, figurano Fumo di Londra, interpretato da  Alberto Sordi che con questo film debutterà anche alla regia, e Blow Up di Michelangelo Antonioni, film centrato proprio sulla figura di un fotografo di moda, dove compaiono anche due modelle e attrici icone dei Sixties, Veruschka e Jane Birkin.

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