L’uso del collage bidimensionale o tridimensionale permette a Stefano Pagano di recuperare immagini rubate alle riviste patinate e inserirle nei suoi lavori per raccontare con ironia i disagi e le contraddizioni della società contemporanea, in una coinvolgente trasformazione dell’oggetto in simbolo, il cui significato resta da decifrare da parte dell’osservatore, che si fa così complice dell’elaborazione del messaggio. Pagano rifugge i canoni estetici tradizionali per esaltare il potere allusivo della creazione artistica, disseminando indizi di un mondo altro, tutto da scoprire e reinterpretare.

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