di Lea Ficca

A pochi mesi dalla colossale mostra allestita negli spazi di Villa Croce, le “meridiane” di Stefano Arienti sono ancora protagoniste di un appuntamento di altissimo profilo. Si è infatti aperta a marzo la mostra “Stefano Arienti. Meridiane”, che sarà visitabile fino al 12 maggio presso lo Studio Sales di Roma e che ribadisce l’interesse maturato negli ultimi anni nei confronti di questo poliedrico artista.

Rispetto all’evento pensato per il museo di Villa Croce, che prevedeva l’installazione di un corpus molto ricco di lavori, la galleria romana presenta una selezione più ristretta di questa suggestiva serie, intitolata appunto Meridiane, intrapresa nel 2012 e ancora oggi portata avanti.

Per l’occasione il gallerista Norberto Ruggeri ha puntato su un percorso rigoroso e ordinato, favorito anche dalla dimensione identica delle opere esposte, tutte di grande formato e tutte verticali, come fossero momenti differenti di un’unica vasta immagine. In esposizione carte e intonaci, sui quali Arienti ha studiato l’effetto della luce che filtra dalle finestre, nel suo caso quelle del suo studio o della sua abitazione privata.

A un primo sguardo non si coglie la complessità di questi lavori che invece, avvicinandosi, si presentano come una moltitudine di strati che attraversano la superficie con trame geometriche: nell’astrazione riconosciamo linee e interruzioni che tagliano lo sfondo, così come i raggi solari, penetrando dagli spiragli delle finestre, si proiettano nell’ambiente disegnando rette e ombre su pareti e altri oggetti presenti nella stanza, persino sui nostri corpi.

Alla serialità del formato (100×170 cm) si contrappone una varietà cromatica che spazia liberamente fra le tonalità dei rosa, degli aranci, degli ocra, dando vita a brani di grande intimità e raffinatezza. Il carattere effimero e transitorio della luce naturale, inoltre, è richiamato dalla scelta di un materiale fragile come la carta e da un allestimento che ne sottolinea la leggerezza: i lavori sono infatti appesi in modo da lasciarne liberi i bordi, che quasi si stropicciano e sembrano in procinto di ripiegarsi su loro stessi.

Grazie a un itinerario essenziale e pulito la sala della galleria, completamente spoglia di qualsiasi orpelli decorativo, rende possibile concentrarsi esclusivamente sulle opere, limitando il rischio di interpretazioni fuorvianti sul significato di questo delicato ciclo, che assume sempre volti nuovi a seconda dello spazio che lo ospita. Una peculiarità della serie delle Meridiane è infatti uno stretto rapporto con l’ambiente circostante, facendo in modo che ogni volta le opere dialoghino con le fonti di luce presenti. Nel caso di Studio Sales l’enorme finestra a griglia gioca un ruolo fondamentale nella fruizione della mostra, in quanto è da questa che grandi fasci di luce si dipanano negli spazi espositivi e ci regalano punti vista sempre nuovi su questi lavori, col variare dell’orario e dunque dell’intensità del sole durante la giornata.

Anche per la mostra organizzata lo scorso ottobre nel Museo di Villa Croce su progetto di Ilaria Bonacossa, Arienti ha costruito un percorso modellato sull’ambiente circostante, ma non solo per quanto riguardo lo spazio architettonico del museo. Un altro dialogo che l’artista ha instaurato è stato infatti quello con le opere della collezione permanente di Villa Croce, con le quali il mantovano si è misurato esponendo non solo la serie delle Meridiane, ma anche un altro corpus di lavori su carta da lui stesso chiamati Fondi.

La personale attualmente in corso a Roma prosegue una collaborazione che dura ormai da anni con lo Studio Sales. Con il gallerista Ruggeri, Stefano Arienti è stato protagonista di numerose mostre, la prima delle quali risale all’ormai lontano 1997, arrivando alla più recente nel 2015 allestita a Lugano insieme a Marco Frignati e Diego Cassina, con testo di Alessandro Rabottini.

INFO:

Stefano Arienti. Meridiane.

Opening: sabato 3 marzo 2018.

dal 5 marzo al 12 maggio 2018

Studio Sales – Piazza Dante 2. Roma

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