di Matteo Pacini

Si è da poco conclusa la VIII edizione del MIA PHOTO FAIR, fiera milanese dedicata alla fotografia, ideata e diretta da Fabio e Lorenza Castelli, che dal 8 al 12 marzo ha animato il The Mall, nuovo spazio espositivo incastonato nell’avveniristico quartiere di Porta Nuova Varesine.

Secondo le stime diffuse dall’organizzazione della fiera sono stati alti i numeri di visitatori (intorno alle 25.000 presenze) e buoni si sono rivelati i risultati delle vendite e delle trattative andate a buon fine.

130 gli espositori e, tra le 90 gallerie presenti, raddoppia rispetto allo scorso anno il numero di gallerie straniere (37 in totale) che finalmente denota il graduale affermarsi della fiera all’estero e non solo in Europa.

THE MALL - Porta Nuova

Numerosi i progetti a sfondo benefico e i premi assegnati dai vari sponsor agli artisti più meritevoli. Oltre al premio del main sponsor BNL BNP PARIBAS, assegnato a Letizia Cariello per il progetto dal titolo Joie de Vivre (Galleria Massimo Minin), da menzionare sicuramente è il progetto sponsorizzato da Lavazza “2030: What Are You Doing?”: un calendario per il 2018 realizzato dal fotografo Platon con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile del pianeta entro 2030.

Interessante e utile ai fini della conservazione della memoria storica è la prima edizione del premio Archivi Aperti, che offre una sovvenzione a supporto di interventi di conservazione e tutela dell’archivio vincitore da parte di Eberhard & Co, maison svizzera di orologeria che dal 2014 sostiene progetti speciali legati al sostentamento del patrimonio archivistico. Il primo premio è stato assegnato all’Archivio Carla Cerati e due menzioni d’onore sono andate alla Fondazione Gian Paolo Barbieri e all’Archivio Paola Mattioli. Queste le motivazioni della giuria:

“L’archivio di Carla Cerati è un bene comune da tutelare, un patrimonio iconografico di fondamentale importanza, una preziosa testimonianza delle mutazioni avvenute nella cultura e nella vita sociale del nostro Paese. Si segnala, per la straordinaria e innovativa qualità̀ narrativa, il lungo e articolato racconto di Milano”.

Tornando al vero elemento di novità di questa edizione, ossia la crescente internazionalità dei contenuti proposti, merita attenzione la scelta dell’immagine per la campagna di comunicazione tratta dalla serie Les Êtres D’Africadia: progetto realizzato dal sudafricano Siwa Mgoboza (Cape Town, 1993) il quale esplora i concetti di appartenenza e differenza alla luce delle proprie esperienze di pregiudizio e assimilazione, applicate alla rappresentazione di un Sudafrica tra idealizzazione e realtà.

Notevoli i focus internazionali curati da alcuni degli espositori, che hanno portato all’attenzione del pubblico il lavoro di artisti provenienti da determinate aree geografiche. Si parte dal Focus Ungheria, a cura di Artmarket Budapest e di 4 gallerie della capitale ungherese: Várfok Gáleria (con l’artista Peter Korniss-TOBE), Inda Gáleria, MyMuseum e Mizerak Foundation di Ozd.

Il Focus Isole Baleari, supportato dall’Institut d’Estudis Baleàrics, ha presentato il progetto Yo y nosotros. Exploraciones identitarias, a cura di Mónica Álvarez Careaga, che propone opere degli artisti Toni Amengual, Tomeu Coll, Beatriz Polo Iañez e Marta Pujades come indagine delle identità sociali dei soggetti ritratti.

Al continente africano viene dedicato ampio spazio e, oltre alla mostra AfricaAfrica, exploring the Now of African design and photography, presentata il 14 marzo a Palazzo Litta Cultura (di cui MIA FAIR è partner responsabile del settore fotografia), il focus Africa è stato rappresentato dal già citato Siwa Mgoboza, con la galleria Semaphore di Neuchâtel, dal sudafricano Andrew Tshabangu, dai congolesi Gosette Lubondo e Maurice Mbikayi, dal namibiano Kyle Weeks e dal marocchino Mounir Fatmi, presentati da Officine dell’Immagine di Milano.

Ultimo, ma non per importanza, il Focus Cuba, progetto pluriennale a cura della galleria veronese Isolo17 che sarà sviluppato anche nelle prossime edizioni della fiera e che quest’ anno ha visto protagonisti Gabriel Guerra Bianchini, Yuri Limonte e Jorge Otero.

Per non peccare di esterofilia e dare il giusto risalto ad alcuni dei validissimi progetti italiani presentati, suscitano particolare interesse alcuni progetti di fotografia paesaggistica come il progetto Finis Terrae del toscano Luca Lupi (Passaggi Arte Contemporanea), che propone una serie di bellissimi scatti di tratti di costa visti dal mare e il progetto Nylon, con il quale il pugliese Ulderico Tramacere indaga l’aspetto mutato di un territorio per mano dell’uomo a seguito dell’espianto di ulivi per la costruzione del gasdotto del Salento.

Grande attenzione anche alle varie rappresentazioni del corpo; dai Nudi di Andrea Boyer (galleria Artespressione) alle metamorfosi corporee adolescenziali immortalate da Carla Iacono (galleria Visionquest 4rosso contemporary photography).

NUDI - Andrea Boyer

Particolarmente gradevole è il ritorno di una delle autrici italiane più conosciute e celebrate all’estero: Graziella Vigo che, dopo anni di assenza dall’Italia, si propone con due progetti, uno dal titolo Portrait, sui ritratti dei grandi personaggi famosi accumulati nell’arco della sua lunga carriera e il secondo Verdi on stage, momenti straordinari immortalati durante le rappresentazioni delle opere di Verdi nei maggiori teatri del mondo.

Graziella Vigo Portrait

Particolarmente raffinato, in fine, è il progetto Apnea del bolognese Gabriele Corni che offre un’inedita e intimistica interpretazione del ritratto, proponendo una selezione di scatti, parte di un ampio archivio in fase di costituzione, in cui i soggetti fluttuano nell’acqua come in stato di catalessi, emergendo da un “tempo senza tempo” che ne simboleggia il raccoglimento nel proprio stato interiore.

Apnea - Luca Corni