Il Leviatano – Botta e Risposta col direttore di Effetto Arte

a cura di Barbara Zucchi

 

Paolo Levi non fa prigionieri. Sin quando non avrà un minimo pentimento lo prenderò alla sprovvista per ottenere da domande “normali” risposte infami.

 

BZ: La voglia di stupire è un rituale dello scandalo attentamente studiato e all’ordine del giorno negli eventi espositivi e nelle fiere internazionali d’arte contemporanea. Ma c’è un soggetto capace di sollevare la sua indignazione e di scandalizzarla?

PL: In passato mi ha demoralizzato la presenza del “Mongoloide”, in carne ed ossa, seduto su una sedia, esposto alla Biennale di Venezia. Era il biglietto da visita neonazista dell’operatore estetico Gino De Dominicis.

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