INCANTI Festival Internazionale di Teatro di Figura per la sua ventesima edizione ha coinvolto, tra i molti artisti provenienti da tutto il mondo, un mio connazionale, Tadeusz Wierzbicki, chiamato a condurre il workshop di Teatro d’Ombre, organizzato in collaborazione con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli che da anni è ormai un appuntamento immancabile del festival, e a presentare per l’occasione un’installazione dal titolo Light Masks.

Questo artista da quasi quarant’anni arricchisce continuamente il proprio diario teatrale con esperimenti per formare la luce riflessa in movimento e come spesso accade, tutto è nato per caso. Da bambino amava giocare con i riflessi della luce del sole creati da piccoli specchi, e di notte si rifugiava nella soffitta di un vecchio casale disegnando figure su specchi rotti e sporchi che, sfruttando la luce della luna, si trasformavano in ombre. Affascinato da queste luci e ombre decise, crescendo, di studiarle e usarle nelle sue performances. Al Castello di Rivoli Wierzbicki ha presentato a diciassette allievi partecipanti al workshop la sua attività e la sua poetica. Durante due giorni d’intenso lavoro, il maestro ha cercato di spiegare al meglio la tecnica da lui inventata e il percorso fatto.

Amante dei riflessi della luce nei piccoli laghetti della Polonia Centrale, sovente si è lasciato ispirare dalle onde create dalle pietre quando cadono nell’acqua che, secondo lui, creano forme simili a gusci di tartarughe.

E come rendere queste immagini ricreando la stessa suggestione, se non semplicemente tornando in quella soffitta da dove era partito e lavorando sui riflessi della luce negli specchi per dargli forma? Ed ecco che arriva allo specchio elastico, strumento su cui poggia buona parte della sua poetica, l’elemento che meglio riesce a creare riflessi simili a quelle onde nell’acqua che lo appassionano e affascinano. Per il workshop il maestro ha scelto di seguire il percorso fatto per uno dei suoi spettacoli Lettera I, uno studio d’inversione della luce che crea la forma. Dividendo la lettera si ottengono due semplici segni, il punto e la linea e, proprio partendo da queste due forme, i partecipanti hanno potuto non solo costruire le loro forme sugli specchi, ma anche sperimentare la deformazione delle figure e la loro metamorfosi attraverso la manipolazione.

Ho avuto anche la fortuna di poter seguire da vicino l’allestimento dell’istallazione Krzywe lustra, tradotta in Reflections, realizzata in una sala, oscurata per l’occasione, del Castello di Rivoli. L’istallazione prevedeva, unitamente a una selezione di opere rappresentative del percorso creativo del maestro, quindici maschere create appositamente per il Festival Incanti.

Le maschere di luce sistemate, con elegante rigore formale, in due cerchi con posti su due quadrati di moquette nera una luce al centro, creavano una sorta di sistema solare perfettamente geometrico. La pulizia e l’ordine portano il visitatore in una calma effimera, una trappola sublime che si svela non appena ci si avvicina alla prima maschera e si entra in relazione con essa.

A ben guardarla assume la sembianza di un vapore, leggero e intenso, che da un momento all’altro potrebbe svanire. Ma le maschere di Wierzbicki restano, sono lì pronte a svelare i propri segreti. Vibranti tocchi di luce raccontano il dolore, la sofferenza, l’indifferenza, la rabbia, lo

If this gray http://atsnorth.com/lip/atenolol-and-viagra mascara version recommended given http://atsnorth.com/lip/cialis-ecstacy wavy one hair colored.

stupore, l’innocenza, la gioia. A volte si notano tratti velati, a volte robusti come la corazza della tartaruga.

Wierzbicki è senza dubbio un poeta visivo che è riuscito a spaziare nei meandri dell’anima grazie a una ricerca precisa ed efficace per narrare, con la luce, le più intime proiezioni dell’anima.

Con il prezioso aiuto dello staff del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli l’istallazione e il workshop hanno avuto una risposta decisamente positiva.

È stata un’esperienza artistica e poetica brillante, carica di lirica tensione, travolgente in un mondo emotivo di duttilità espressiva grazie al talento e all’humor del maestro Wierzbicki, ormai non più solo poeta visivo ma amico.

 

About The Author

Leave a Reply

Your email address will not be published.