Tavole da surf e urban come opere d’arte che coniugano grandi performance al design più ricercato, fatte a mano e rigorosamente Made in Italy.

 

Il surf è un’attrazione destinata a ripetersi nella storia, a proseguire il suo cammino attraverso le onde, attraverso la letterature, le arti e la vita…

Da “Surf Play – Il migliore è quello che si diverte di più” di Francesco A. Fiorentino e Tommaso Lavizzari, Ed. Volo Libero

Sta contagiando sempre più persone, soprattutto donne, anche qui in Italia dove il mare non sempre è proprio magnanimo con chi ama cavalcare le onde tutto l’anno. Più che uno sport, il surf è uno stile di vita. Dalla musica all’abbigliamento, passando per la street art, le shaping-room dove nascono le tavole da surf assomigliano sempre di più alle botteghe d’arte, anche grazie alla collaborazione con studi di design di primo livello.

Modellare le tavole da surf, reinventare gli stili classici che hanno segnato la storia dai maestri polinesiani a noi, decorarle coi colori e i disegni giusti richiede la stessa passione dell’artista che crea opere d’arte. Che è poi la stessa passione che ci vuole per surfare. Perché il surf non è solo collane di fiori e costumini colorati in posa, come ce lo raccontano ogni estate i servizi sulle riviste di moda. In realtà – e chi lo pratica lo sa – il surf è glamour nell’immaginario di chi lo guarda fare, mentre per chi sulla tavola ci sale davvero conta solo la passione.

Il che comporta pazientare in acqua per l’onda giusta, anche con temperature non clementi, uscirne con gli occhi rossi, ammaccature, graffi e talvolta anche con dei tagli. Di questa “nuova” passione italiana se n’è accorta anche la Tim, rendendola protagonista in uno dei suoi ultimi spot, insieme alle tavole fatte a mano dall’artista dello shaping Francesco Aldo “Franz” Fiorentino, musicista, scrittore e illustratore che col suo brand Surfer’s Den Daily Surfboards rappresenta l’eccellenza italiana delle tavole da surf e skate. Nascono così le urban surfboard per allenarsi e divertirsi anche in città lontano dalle onde, create assieme a due premi Compasso d’oro.

Come la Biscuit, in anteprima allo scorso Salone del Mobile, e realizzata insieme all’industrial designer Giulio Iacchetti, dalla forma e texture di un grande biscotto Plasmon su ruote, e la urban Moai immaginata insieme a Matteo Ragni, mente creativa anche della raffinata surfboard Palkè – termine dialettale milanese per chiamare il parquet – con impiallacciature in mogano e frassino, e i bordi Stussy rail dello shaper Giovan Maria “Giappa” Cattani di Float Surfboards. C’è spazio anche per divertite rivisitazioni di modelli storici come la Simmons, grazie ai pattern a barchette di carta origami che decorano l’ironica tavola Armada Invencible di Giulio Iacchetti, che si spinge anche al design più estremo ispirato alle forme di squali, orche e delfini, riprendendone colori e pinne caudali nella serie Surf-o-Morph.

E dove finiscono i disegni e i modelli del designer comincia il lavoro dello shaper e poi ancora quello del resinatore, che nel caso del Surfer’s Den è una persona sola, anzi, un artista solo: è il peruviano Antonio Aguirre Vidal Chavez detto Agcha. Sua la mano che plasma ogni blank e glassa a specchio ogni tavola griffata Surfer’s Den, consegnando nelle mani del surfista un pezzo unico e personalizzato per  scivolare con stile sulla cresta dell’onda. Per ammirare le tavole da vicino, basta recarsi al Surfer’s Den di Milano, nel covo dei surfisti milanesi, dal 1999 luogo di ritrovo notturno anche di scrittori e artisti, facendo del locale una meta d’incontro e fermento culturale unica nel suo genere.

Oltreoceano invece, la creatività anche nel campo del surf sembra rimasta ferma alla solita icona pop-art. Per chi quindi volesse spendere una piccola fortuna per una tavola da surf – più da appendere in salotto come trofeo, che da portarsi in acqua, in verità – può farlo acquistandola direttamente sul sito della Gagosian. Tra cataloghi d’arte e gadget di design si può infatti prenotare per 6.400 dollari una delle solite serigrafie di Andy Warhol, però stampata su una tavola da surf, in edizione limitata.

Che dire, tra l’arte in serie di un artista defunto replicato miliardi  di volte e la creatività unica dei nostri designer vivi e vegeti non abbiamo dubbi, scegliamo il Made in Italy.

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