Maurizio Rinaudo sceglie la via della pittura figurativa rielaborandola in maniera personale: il suo non è un realismo pittorico fine a se stesso, quanto un modo per scavare dentro la propria emotività, unendo ricordo e sentimento in un delicato linguaggio espressivo. Le sue vedute paesaggistiche o urbane sono scorci intimi, immersi in una profonda quiete che non rende palesemente manifesta la presenza dell’uomo, ma avvolge al contrario tutto in un silenzio sospeso, lasciando all’immaginazione la funzione di evocare presenze pronte a entrare sulla scena, ognuno con il suo bagaglio esistenziale.

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