di Matteo Pacini

E’ stato recentemente presentato, presso la galleria Head Quarter di Mario Giusti a Milano, una preview del progetto “Opposizione del tempo”, che vede collaborare i due artisti Luca Centola e Giuseppe Barilaro nella realizzazione di un ciclo di opere a quattro mani tra fotografia industriale e pittura, in un processo creativo di “contemporanee icone al contrario”, come le definisce Simona Spinella, storica d’arte e autrice del testo di presentazione del progetto.

La preview, inserita nel contesto del Photoweek milanese nella mostra collettiva Caleidoscope, sarà seguita da una mostra bi-personale presso la stessa galleria Head Quarter nell’ottobre 2018.

Luca Centola (Matera, 1974) è un fotografo professionista con particolare predisposizione alla fotografia industriale e di architettura. Nella sua ventennale esperienza professionale, si ricordano numerose mostre sul tema del patrimonio industriale e altrettanto numerose collaborazioni con enti pubblici e privati.

Giuseppe Barilaro (Catanzaro, 1988) è un artista la cui ricerca si basa su di un’intensa rielaborazione personale dell’informale. L’utilizzo della combustione e della lacerazione della materia è una chiave fondamentale del suo lavoro.  In essa non c’è distruzione, quanto un’evoluzione cui la materia si accomoda per svelare la propria autenticità.

 L’incontro fra i due avviene durante l’esperienza comune della residenza artistica Box Art di Cosenza nel novembre 2017. Di lì a poco la decisione di intraprendere presto un progetto congiunto e dalle parole ai fatti il passo è breve.

 Il risultato è un ciclo di “icone contemporanee”, realizzate con mezzi e materiali moderni; supporti industriali come legno semilavorato (compensato e multistrato), stampa fotografica su carta per affissione, smalti, vernici. Nel processo creativo si mescolano tecnica e ritualità, partendo dalla contemplazione di una base fotografica che Centola realizza in accordo con Barilaro. Questo diviene il campo di azione condiviso, poiché d’ora in poi l’opera apparterrà a entrambi.

A questo punto ha inizio “l’annullamento dell’opera” ottenuto attraverso la fuliggine creata dal bruciare di candele che, un tempo usate per fare luce, ora, al contrario, sono usate come espediente pittorico per oscurare la fotografia sulla quale i due artisti, in un secondo tempo, opereranno per schiarimento.

Questa tecnica, alla base dell’antica lavorazione delle icone, vede sovrapposti diversi strati di colore dal più scuro al più chiaro e, procedendo per esfoliazione, fa emergere solo le porzioni selezionate dall’autore.

Attraverso il pennello, Barilaro, “scava” nella fuliggine dando nuova luce agli ambienti industriali fotografati da Centola. Con vernice rossa, poi, sono evidenziati alcuni dei confini architettonici e, a volte, ne compaiono altri determinando un nuovo spazio immaginario ed immaginifico, popolato da ectoplasmi o dove rivivono oggetti dimenticati.

A questo punto l’opera viene ricoperta di starti di smalto sapientemente versato per mano del pittore e per scelta di entrambi. La materia pittorica, attraverso una fiamma a cannula, viene poi combusta, creando nuovi strati, quasi come un’epidermide. E’ in questo passaggio che il pittore diviene scultore che, per forza di levare, con il suo sottrarre colore, fa riemergere quanto dai precedenti passaggi era rimasto oscurato. E le archeologie industriali acquistano nuova forma.

Come nella tradizione delle antiche icone, l’ultima fase è il fissaggio con la lacca che penetra, unisce, blocca le diverse fasi di lavorazione di questo incontro di artisti e tecniche in cui la fotografia è divorata dalla pittura che, a sua volta, diviene materia plastica e, tramite la scultura, è poi restituita.

INFO:

 PhotoWeek: http://www.photoweekmilano.it

Instagram Luca Centola: lucacentola_

Instagram Giuseppe Barilaro: giuseppe_barilaro

Da ottobre 2918 presso la Galleria Mario Giusti HQ: https://www.mariogiustihq.com

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