I capolavori dell’arte italiana celebrano l’Unità d’Italia alla Reggia di Venaria

Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia Torino torna a essere il centro del Paese con una straordinaria serie di eventi culturali che culmineranno con la grande esposizione La Bella Italia. Arte e identità delle città capitali, allestita nell’imponente cornice delle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria e inaugurata dal Presidente Giorgio Napolitano durante la sua visita torinese tra il 18 e il 19 marzo. Definita la “mostra ammiraglia del 2011” dal coordinatore scientifico, l’ex ministro dei Beni Culturali e attuale direttore di Musei Vaticani Antonio Paolucci, la rassegna riunirà più di 350 capolavori dall’antichità fino al 1861, dispiegando un vero e proprio manuale di storia dell’arte con capolavori dei più grandi maestri, da Giotto a Masaccio e Donatello, da Beato Angelico a Botticelli, da Leonardo a Tiziano e Correggio, da Guido Reni a Guercino ai Carracci, da Tiepolo a Canova, fino a Fattori e Hayez. Tema portante della mostra saranno le diverse identità storiche e culturali delle nove capitali pre-unitarie, da Torino a Palermo, passando per Genova, Milano, Venezia, Firenze, Bologna, Roma e Napoli, ciascuna rappresentata da una quarantina di opere d’arte, documenti e oggetti, in grado di ricostruirne il profilo storico e l’immagine caratterizzante.

Negli spazi espositivi sarà quindi possibile compiere una sorta di Grand Tour in Italia teso a dimostrare che tra tante culture differenti, affermatesi nelle corti e nei diversi Stati, l’arte ebbe una funzione unificatrice e fu elemento determinante di un’identità comune. Da capitale del ducato sabaudo a prima capitale italiana, Torino ripercorre nell’esposizione la lunga epopea dinastica dei Savoia (tra le opere presenti il Ritratto equestre di Tommaso Savoia Carignano di Anton van Dyck e lo studio per il Monumento equestre di Emanuele Filiberto di Carlo Marochetti), non tralasciando chiaramente lo spirito risorgimentale che portò il Paese all’Unità, richiamato dai dipinti di Giuseppe Bagetti, Massimo d’Azeglio, Francesco Gonin e Carlo Bossoli. Genova farà rivivere la sua età d’oro di capitale finanziaria e artistica nell’Europa della Controriforma, restituendo una storia per immagini dalla nascita della Repubblica, con il Ritratto di Andrea Doria nelle vesti di Nettuno del Bronzino, alla grande stagione barocca dominata dai capolavori di Rubens e Van Dyck, per arrivare all’impresa garibaldina. Milano ritrova nell’immagine dell’Italia preunitaria il ruolo di grande centro propulsore delle arti, del pensiero politico e dell’economia.

L’esposizione illustrerà i grandi cantieri rinascimentali del Duomo e della Certosa di Pavia, le testimonianze fondamentali lasciate alla corte degli Sforza da Leonardo e Bramante, la spiritualità dei Borromeo, il fervore illuminista della Milano austriaca e napoleonica, fino all’eroismo delle Cinque Giornate, simboleggiate dal celeberrimo Bacio di Hayez, che diedero avvio al Risorgimento. Venezia si rappresenta nell’immagine riflessa del proprio mito, illustrando alcuni momenti cruciali della sua lunga storia di autonomia politica e istituzionale per ricomporre le sue diverse anime.

Tra le immagini pittoriche evocative e realistiche le icone della Repubblica, come i ritratti ufficiali di Tiziano e il Leone marciano di Carpaccio, si alterneranno alle limpide raffigurazioni di Canaletto e alle nostalgiche visioni di Francesco Guardi, per riemergere nei colori di Tiepolo e nelle sculture di Canova. Firenze è la culla della lingua italiana e delle arti con Dante, Giotto, Donatello, Masaccio e Michelangelo, è il Rinascimento e il collezionismo illuminato dei Medici, l’affermazione della nuova scienza astronomica di Galileo, la città d’arte per eccellenza celebrata in tutti i diari dei viaggiatori e degli eruditi. Bologna, seconda città dello Stato Pontificio, celebre per il prestigio della sua Università, esibisce in mostra la ricca tradizione pittorica delle corti padane nelle tele di Correggio, Dosso Dossi, Guercino e i Carracci, riconoscendo nell’ideale classico che da Raffaello arriva a Guido Reni una base comune della pittura italiana.

Roma è la gloria dell’antichità classica e dell’autorità religiosa, due elementi unificanti destinati a tenere insieme la nuova Italia: dai miti dell’epoca arcaica (evocata dal celebre dipinto di Rubens con Romolo e Remo allattati dalla lupa), alla Roma classica con i ritratti degli imperatori e i rilievi della Colonna Traiana, passando alla Roma cattolica con i busti dei papi scolpiti da Bernini e Alessandro Algardi, per chiudere con il gesso della Religione cattolica di Antonio Canova. E infine le due capitali del regno del sud: Napoli e Palermo. La Napoli degli Aragona e dei Borbone, della sua plebe immortalata da Caravaggio, Cerquozzi e Miola, la città di San Gennaro e di Masaniello; e la Palermo in bilico tra un’autonomia continuamente rivendicata e contrastata, dal medioevo all’età moderna, dal mito dell’età normanno-sveva fino all’epopea garibaldina, idealmente richiamata da un dipinto come i Vespri siciliani di Michele Rapisardi, che mette in scena il sopruso angioino del 1282 come prima presa di coscienza del sentimento indipendentista siciliano. L’allestimento è stato affidato al talento visionario del regista Luca Ronconi, che ha immaginato di collocare le opere d’arte in uno spazio idealmente esterno, uno spazio che è paesaggio, natura e aria aperta, come sottolinea la presenza a terra di un manto erboso cosparso di foglie. All’interno del percorso assume particolare valore il senso del tempo, che diviene unitario e assoluto, non alterato dai limiti e dai confini storici, un tempo il cui scorrimento è suggerito dal susseguirsi delle stagioni nel variare della colorazione e della tipologia di erbe e delle foglie lungo il percorso.

Questa dimensione sovratemporale unificante corrisponde fisicamente a una dimensione sovraspaziale dell’allestimento: le nove sezioni saranno infatti percepite come un percorso unitario, anche grazie all’utilizzo, come elemento portante, di un muro in mattoni a vista che si snoda negli spazi della Reggia, un muro in costruzione che rappresenta la nascita dell’identità italiana e della bellezza stessa, un muro che unisce anziché dividere. Alla sua conclusione, nel settembre 2011, la mostra verrà trasferita a Palazzo Pitti a Firenze, non solo per consentire la maggiore fruizione di un evento difficilmente ripetibile, ma anche per ammortizzare i costi non indifferenti del progetto (3,5 milioni di euro), reso possibile grazie al finanziamento del Consorzio La Venaria Reale con il contributo straordinario della Compagnia di San Paolo e della Regione Piemonte.

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