di Irene Mesolella

Il 1863 è una data artisticamente importante nella Francia e Spagna dell’epoca. In Francia, dava le spalle al Salón de París, evento artistico ufficiale promosso dall’Accademia, un’altra esposizione denominata Salón des Refusés, dove trovavano accoglienza le opere scartate dal precedente. In Spagna, invece, precisamente a Valencia, nasceva Joaquín Sorolla, che sarebbe diventato un promulgatore della corrente “impressionista” spagnola; arte che guarda caso fece il suo ingresso nella società francese grazie proprio al Salón des Refusés.

Joaquín Sorolla studiò all’Accademia di Belle Arti ma ben presto si distaccò dagli accademismi per “lanciarsi” all’aria aperta e cogliere quei barlumi di luce che gli valsero infatti l’attributo di el pintor de la Luz. La sua vita fu costellata da riconoscimenti e premi alla sua arte; viaggiò molto tra l’Italia e Parigi, dove affinò l’utilizzo del colore e si avvicinò sempre più al naturalismo.

I suoi soggetti sono legati al mare, alle spiagge, al realismo sociale, sono marinai ma anche gente della media borghesia in attitudine oziosa. Sorolla si fece costruire quella che oggi è adibita a sua Casa-Museo, inaugurata come tale nel 1932 quando era all’apice del successo artistico, casa in cui visse con la moglie e i tre figli.

Ubicata nella zona centro-nord di Madrid, nel quartiere di Chamberí, la Casa-Museo Sorolla è circondata da un grazioso giardino in stile “italiano” e riferimenti andalusi, marcati anche dal patio con azulejos (le piastrelle arabe colorate) e vasi di fiori sullo stile architettonico dell’Alhambra di Granada e l’Alcazar di Siviglia.

Al suo interno ritroviamo immutabili le stesse mattonelle e mobilio dell’epoca novecentesca e le pareti sono tappezzate di quadri senza lasciare un attimo di respiro allo sguardo. Si entra da qui alla sala espositiva dedicata al pittore Aureliano de Beruete, amico di Sorolla, il quale era appena deceduto quando fu realizzata la casa.

Questa sala venne adibita poi a magazzino per le opere e officina dove si preparavano le tele e le cornici. Da questa si passa poi alla seconda stanza, quella “espositiva”, dove il pittore appendeva le ultime opere realizzate e che avrebbe poi messo in vendita. Alle pareti possiamo ammirare tutta una vasta serie di tele in omaggio agli amori familiari Elena sulla spiaggia (1909) e il Ritratto del figlio Joaquín Sorolla (1911).

Procedendo si giunge al salone principale e poi da qui nell’anticucina, dove veniamo a conoscenza che la costruzione venne realizzata ispirandosi a una delle stanze del re Filippo II situata nel Monastero dell’Escorial. Le due stanze sono ricoperte di azulejos (piastrelle) come riproduzione di un modello del XVI secolo e sulle mensole alcune ceramiche di fabbrica Manises.

Tra le opere che spiccano, da citare la tela con San Bartolomeo attribuita alla scuola del pittore seicentesco José Ribera. Attualmente al piano superiore è stata allestita una mostra del pittore che omaggia i suoi studi sulla luce/ombra, la luce verticale, il controluce e per i suoi genuini soggetti; bambini, ragazze, madri al sole. La forza eccezionale di questa ricerca compositiva si accompagnava anche a una ricerca poetica che è impossibile non percepire.

Sprigionare la potenza di una luce reale portava il pittore ad affermare «Quanta più luce nella pittura, più vita, più verità e più bellezza». Percorrendo quelle stanze, si respira aria di libertà e freschezza vitale, sia nei ritratti di tono più scuro, sia nelle grandi tele di stampo marittimo la cui disposizione sulle pareti era ben studiata per far risaltare i punti di forza dei dipinti. La bellezza oggettiva delle figure e degli ambienti rappresentati è sottolineata da questo gioco di effetti di movimento e irregolarità, come quello sulle foglie, riflessi naturali della luce filtrata tra la vegetazione come in Campagna d’estate del 1907.

Sicuramente l’innovazione di Joaquín Sorolla fu quella di dipingere non solo lo splendore della luce sulla tela, ma quello di farla nascere dalla superficie bianca, fino a ottenere un effetto di irradiazione che nasceva dall’interno, come una nuova spiritualità.

About The Author