Il Leviatano – Botta e Risposta col direttore di Effetto Arte

a cura di Barbara Zucchi

 

Paolo Levi non fa prigionieri. Sin quando non avrà un minimo pentimento lo prenderò alla sprovvista per ottenere da domande “normali” risposte infami.

 

BZ: Philippe Daverio ha rilasciato una dichiarazione relativa all’aggiudicazione de “Les femme d’Alger” di Picasso per la cifra record di 179,4 milioni di dollari alla Christie’s di New York, commentando che “nelle grandi aste d’arte i prezzi base sono tutte una moina”. Lei concorda?

 

PL: Non ero a conoscenza del fatto che Philippe Daverio fra l’altro fosse anche un opinion leader per ciò che attiene all’analisi critico-finanziaria del mercato d’arte internazionale. E’ interessante sapere che il dipinto in questione è stato messo in cantiere da Picasso nel dicembre del 1954 e terminato nel febbraio 1955. Appartiene a un ciclo di quindici dipinti e ha una vasta schiera di schizzi e di litografie che si ispirano alla tematica delle “Donne d’Algeri” di Delacroix. L’artista, come è noto, rispetto ai personaggi presenti nella composizione originale privilegia nuove figure come il nudo, ispirandosi al dipinto “Il bagno turco” di Ingres. La figura femminile posta a sinistra ha un viso identificabile con quello dell’ultima compagna di Picasso, Jacqueline Roque. Il comunicato stampa di Christie’s dà informazione che la penultima proprietaria del quadro era la Collezione Victor e Sally Ganz di New York.
Il battitore d’asta, il direttore d’arte moderna e contemporanea di Christie’s Brett Gorvy, ha aggiudicato l’opera a “un anonimo compratore” di cui si hanno delle informazioni contraddittorie: chi dice che sia un danaroso collezionista inglese oppure una Fondazione statunitense. La valutazione iniziale era di 104 milioni di dollari e il combattimento in sala, prima della battuta santificante del martelletto, è durato più di dieci minuti tenendo tutti col fiato sospeso. Non dimentichiamoci che in precedenza l’opera era stata esposta a Londra, registrando ben 15 mila visitatori, alla Fondazione Rockefeller di New York e a Hong Kong.
Non è quindi una moina pubblicitaria ma una ricerca importante, in cui Picasso ha conciliato suggestioni da Delacroix, da Ingres, dalle proprie sperimentazioni cubiste del 1910 fino a quelle degli anni ’50.
Del resto, sino a poco tempo fa le aggiudicazioni in asta di Picasso erano incredibilmente basse rispetto a pittori dal mercato provvisorio e del tutto viventi come Koons e Wal. Questo è l’unico caso di moine perfettamente guidate per stupire gli allocchi.

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