Il Leviatano – Botta e Risposta col direttore di Effetto Arte

a cura di Barbara Zucchi

 

Paolo Levi non fa prigionieri. Sin quando non avrà un minimo pentimento lo prenderò alla sprovvista per ottenere da domande “normali” risposte infami.

BZ: Non c’è più religione. Al Salone del Mobile, anche quest’anno i designer si sono sbizzarriti nel solito cliché del vilipendio del buon costume e della religione. Sedute a forma di water con simboli religiosi, oppure arredi e complementi a forma di genitali. C’è da rimpiangere il tempo delle grandi committenze della Chiesa?

 

PL: Al Salone del Mobile ci avrei mandato la squadra mobile. Quello che rimpiango non è che non ci sia più committenza. Quello che mi addolora è che ci sia una nuova borghesia di parvenu senza emozioni con tendenze masochistiche. Questo avviene nelle società o nelle civiltà in decadenza, come la nostra, e l’esempio è quello dell’abbrutimento dell’Impero Romano che si sgretolò poco per volta aprendo le porte ai Barbari, mimetizzati oggi da designer.

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