Il Leviatano – Botta e Risposta col direttore di Effetto Arte

a cura di Barbara Zucchi

 

Paolo Levi non fa prigionieri. Sin quando non avrà un minimo pentimento lo prenderò alla sprovvista per ottenere da domande “normali” risposte infami.

BZ: L’artista che sembra non vivere il suo tempo, rifiutando di raccontare il presente nelle sue opere, ha qualche possibilità di essere ascoltato?

 

PL: Sì, in modo assoluto. Prendo come esempio Riccardo Tommasi Ferroni, che purtroppo non c’è più, artista di grande coraggio negli anni dell’arroganza delle Neoavanguardie degli anni ’70. Rispondeva alle “scatolette di merda d’artista” di Piero Manzoni coi suoi straordinari omaggi al ‘600, con il valore aggiunto di un delicato surrealismo, specchio della sua eleganza creativa.

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