Il Leviatano – Botta e Risposta col direttore di Effetto Arte

a cura di Barbara Zucchi

 

Paolo Levi non fa prigionieri. Sin quando non avrà un minimo pentimento lo prenderò alla sprovvista per ottenere da domande “normali” risposte infami.

 

BZ: Alla fine, anche il sito archeologico di Palmira, la città siriana protetta dall’Unesco, è stata presa dall’Is e alcuni suoi monumenti sono stati già distrutti.

PL: Il danno in questo caso non è solo la pericolosità dell’Is ma anche sostenere concetti ovvi perché è ovvio che quanto successo anche a Palmira è tragico non solo per l’oggi ma anche per il domani. E’ soltanto l’inizio, e non la fine, la distruzione dei siti archeologici o dei futuri musei che verranno conquistati da questi analfabeti, che sicuramente non hanno mai letto il Corano in vita loro e che hanno come unica guida spirituale un sifilitico, come corre voce a livello di servizi segreti dell’Intelligence internazionale. Lui, invece, il Corano l’ha letto ma essendo un disturbato mentale crede di averlo capito, questo testo sacro per l’Islam, in chiave monoteista e anti-idolatra, ma essendo alla soglia dell’analfabetismo è semplicemente lui l’ateo e l’idolatra. L’origine delle tre religioni monoteiste- Ebraismo, Islam e Cristianesimo – ha come punto di riferimento Abramo. A lui si deve la primaria rivelazione del Dio unico. Non è un Dio dell’Inferno ma è il Dio del Paradiso Perduto.
Poi ognuno ha avuto i suoi giusti profeti, e nel “dopo Abramo” è cominciata la competizione monoteista, ognuno col proprio maestro. Gli ebrei hanno avuto Mosè, i cristiani hanno avuto Gesù e i musulmani hanno avuto Maometto. Il Giudaismo e l’Islamismo sono accomunati dal precetto di non farsi immagine alcuna ma l’idolatria in chiave ebraica non è solo quella di non costruirsi idoli, poiché esiste anche un’idolatria che non è il culto dell’immagine ma il culto di se stessi e di un pensiero autoritario, e l’abbiamo visto nella storia con il nazismo, il fascismo e il comunismo. E’ un vero peccato che una religione interessante come l’islam, con i suoi filosofi, soprattutto di epoca tardo medievale, finiscano per esser dimenticati a causa di brutalità assassine che ci fanno tornare al cannibalismo prima della venuta sulla terra di Abramo e delle sue visioni di un Dio unico.

Invece questo cacciatore di idoli il cui nome, cognome e indirizzo non ho ancora ben capito, passerà alla storia né più né meno che come Attila.

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