Tutti noi avevamo tirato un sospiro di sollievo alla notizia incredibile, che risale al 2012, dell’uscita definitiva dalla scena dell’arte contemporanea di Maurizio Cattelan, a cui la cultura internazionale non ha debiti di riconoscenza.

Ricordiamo tra i “capolavori” che l’hanno immortalato i tre fanciulli impiccati esposti in bella vista a un albero di Porta Ticinese a Milano. Invece (miracolo!) è tornato fra noi tutti. Non è resuscitato con l’umiltà di Lazzaro, ma con il buon gusto che lo distingue: lui ovviamente non ne è il regista, ma di recente da Christie’s a New York un suo plastico del mini Hitler è stato aggiudicato a 16 milioni di dollari.

Fuochi d’artificio che ne esaltano la mistica resurrezione, mantenendo intatta la cupidigia dei suoi burattinai. Ha sporcato l’immagine museale del Guggenheim la momentanea proprietà di un wc d’oro eseguito appositamente per il celebre tempio dell’arte di New York.

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