Se oltre gli Happy Meal di SpongeBob, Hello Kitty e dei Puffi ci fossero davvero anche quelli di Breaking Bad, Shining, Twin Peaks e L’Esorcista, anche chi di solito snobba il McDonald’s farebbe la fila per collezionare le action-figures di Walter White, Jack Torrance, Laura Palmer avvolta nella plastica e di Regan legata al letto.

La mia generazione, quella cresciuta a cartoni animati, film e telefilm di culto tra gli anni ’80 e ’90, oggi ha a disposizione tutti quei gadget che all’epoca potevamo solo sognare, merito anche della sagra ininterrotta dei remake e dei sequel dei grandi successi di audience e botteghino che hanno fatto storia.

Dai mug agli zerbini, dalle t-shirt alle chiavette usb, i nostri personaggi del cuore fanno capolino anche dove l’immaginazione da sola non arriverebbe. Sono piccoli cimeli che sembrano oggetti per bambini, e di fatto li sono. Perché il pubblico a cui si rivolgono siamo noi, quelli “che c’erano”, al cinema e davanti alla tv, quando i film e le serie che hanno fatto la storia erano i compagni di viaggio di noi ragazzini di allora e quarantenni di oggi.

Perché allora gli Happy Meal di McDonald’s li fanno solo per i bambini di oggi?

In realtà, ai bambini quarantenni ci ha pensato l’artista Newt Clements, con una serie di Happy Meal fatta per noi, che per esempio nel 1991 eravamo lì ad attendere con trepidazione l’arrivo di Twin Peaks, “il capolavoro televisivo degli anni ’90 che ha tutto ma non somiglia a niente”, stregati dal mantra “Chi ha ucciso Laura Palmer?” dei promo che Canale 5 trasmetteva a ritmo continuo.

Così, nelle immaginifiche schiscette di cartone di Clements possiamo scegliere tra la miniatura di Laura Palmer avvolta nella plastica, Regan de L’Esorcista legata al letto, Jena Plissken in Fuga da New York, Jack Torrance da Shining con ascia in mano, i Visitors e persino il calesse de La casa nella prateria. Sarebbe impossibile non desiderare di collezionare tutti i gadget che Clements ha inserito nei suoi Happy Meal, e che sono anche nostri di diritto.

Anche quelli dei film in bianco e nero che abbiamo visto e rivisto nei passaggi tv a rotazione nei pomeriggi estivi o a notte fonda, come Psycho, Mammina cara o Che ha fatto Baby Jane?

Ma in questi Happy Meal trovano giustamente spazio anche i gadget delle imperdibili serie tv degli ultimi dieci anni, come i cristalli blu di Breaking Bad, la guerriera Michonne di Walking Dead, Sookie Stackhouse di True Blood, i freak di American Horror Story e tanti altri.

Nell’attesa che McDonald’s voglia creare un Happy Meal solo per noi, possiamo consolarci con le maratone delle nostre serie preferite insieme agli amici. I Don’t Want To Grow up, cantavano i Ramones…

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