La scultura di Giulio Belloni si declina attraverso l’uso di materiali diversi che vengono plasmati secondo la ricerca del grado zero della forma che dalla riconoscibilità tende verso il concettuale. Acciaio, legno, pietra diventano interpreti silenziosi della profondità del suo sentire: le leggi grazie alle quali plasma la materia come un alchimista sono quelle della natura ovvero equilibrio, simmetria, ordine. I soggetti sono emblematici e narrano di una profonda cultura in ambito religioso e umanistico che viene reinterpretata secondo un linguaggio espressivo puro e archetipico che coinvolge il fruitore in un dialogo empatico.

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