Un animo in continua evoluzione quello di Fulvia Latini, che scopre la sua vocazione artistica durante un periodo buio. Per lei l’arte diviene ancora di salvezza: oggi rigenerata e fortificata, matura nel suo linguaggio polimaterico, è pronta ad estrinsecare il suo animo più gioioso. Adesso è libera da vili angustie bigotte ed arcaiche, è libera dai soprusi subiti e si esprime a due mani dando vita a composizioni che inconsciamente richiamano la grinta cromatica dei Fauves francesi e l’arcigna aggressività dell’ espressionismo tedesco, filtrati da uno sperimentalismo assolutamente personale.

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