Ovunque nel mondo, guardando la libreria di un medico, è impossibile non trovare l’Atlante di Anatomia Umana illustrato da Frank Netter. Nelle sue pagine appaiono straordinari disegni che illustrano nei minimi particolari muscoli, ossa, organi, nervi, vasi, e che rappresentano un ausilio indispensabile per capire la struttura del corpo umano. Questo gioiello editoriale è normalmente il primo e indispensabile acquisto di uno studente che entra per la prima volta nel mondo dell’anatomia. L’Atlante di Netter difficilmente sarà poi

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smarrito, venduto o buttato via, ma troverà sempre uno spazio nella biblioteca di un medico, in quanto il piacere di sfogliare e apprezzare il lavoro di questo magnifico artista rimane inalterato negli anni, indipendentemente dal percorso professionale e dalla specializzazione intrapresa. In un’epoca in cui non esisteva la tecnologia digitale, né tanto meno la possibilità di filmare gli interventi chirurgici attraverso le fibre ottiche, Netter ha avuto un ruolo centrale nelle università di medicina.

Già negli anni Trenta egli era convinto che la trasmissione delle conoscenze non potesse avvenire solo attraverso le parole, ma che fosse necessaria anche una trascrizione visiva; il disegno aveva per lui lo scopo di aiutare gli studenti e i medici a visualizzare e fissare nella mente le strutture interne di un corpo umano. Era inoltre certo che la rappresentazione grafica durante i congressi e negli articoli scientifici facilitasse la trasmissione delle informazioni, preservandole anche per i posteri. Frank Netter nacque a New York nel 1906 e frequentò la National Academy of Design and Art Student’s League, dove successivamente studieranno grandi artisti come Pollock e Lichtenstein, e fu fortemente influenzato da grandi illustratori di riviste, come Robert Henri e George Bellows. Benché il suo valore artistico fosse già stato riconosciuto, grazie ad alcune pubblicazioni sul Saturday Evening Post e su Life, egli fu spinto dalla famiglia verso una professione maggiormente rispettabile e responsabile, per cui si iscrisse all’Università di Medicina di New York, dove si laureò nel 1931.

Durante il suo praticantato in chirurgia aveva maggior facilità a prendere appunti attraverso il disegno, piuttosto che con le parole:

I miei quaderni e i miei libri erano pieni zeppi di schizzi. Quello era per me l’unico modo per ricordare le cose.

I suoi disegni catturarono presto l’attenzione di alcuni professori che gli offrirono un supplemento economico per illustrare le loro pubblicazioni scientifiche. Anche dopo avere avviato un suo ambulatorio continuò a produrre illustrazioni, ma agli inizi degli anni Trenta, con la Grande Depressione, si rese conto che aveva molte più richieste come disegnatore che come medico, per cui fece la scelta di dedicarsi esclusivamente all’attività artistica. Nel 1938 iniziò una collaborazione con la CIBA Pharmaceutical Company che durò quarantacinque anni. Grazie alla sponsorizzazione della casa farmaceutica, affrontò quello che lui stesso ha definito un progetto monumentale: illustrare l’intera anatomia del corpo umano. Vennero via via pubblicati volumi singoli, che descrivevano l’anatomia, l’embriologia, la fisiologia e la patologia di ciascun sistema e organo. Frank Netter morì nel 1991.

La sua carriera ha attraversato il più rivoluzionario mezzo secolo della storia medica. Con i suoi disegni ha infatti anche descritto l’emergenza di un intervento a cuore aperto e dei trapianti di organi. Addirittura, nei primi anni Ottanta, gli fu chiesto di partecipare al primo trapianto di cuore artificiale per illustrarne dettagliatamente tutte le procedure. Ancora oggi l’opera di Frank Netter non è stata soppiantata dalla tecnologia digitale, e continua a rimanere uno strumento fondamentale nello studio dell’anatomia umana per la chiarezza e completezza di informazioni che, curiosamente, solo la bidimensionalità della carta stampata riesce a fornire. Il New York Times ha definito Frank Netter il Michelangelo della Medicina e l’artista che ha contribuito all’istruzione medica più di tutti i professori di anatomia messi insieme nell’intero mondo. C’è una battuta che circola tra i medici: lo specialista sa tutto di poco, l’internista sa poco di tutto, l’anatomopatologo sa tutto di tutto, ma è troppo tardi. Quando a Frank Netter veniva chiesto se si fosse pentito di avere abbandonato la pratica clinica, lui rispondeva che pensava a se stesso come un medico con una specializzazione che comprende tutta la medicina:

Il mio campo include tutto. Io devo essere uno specialista in ogni specialità; devo essere in grado di parlare con tutti i medici utilizzando il loro linguaggio. Probabilmente ho studiato più di chiunque altro al mondo.

Per completare la battuta bisognerebbe quindi aggiungere: l’illustratore anatomico sa tutto di tutto ed è per sempre.

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