Il Leviatano – Botta e Risposta col direttore di Effetto Arte

a cura di Barbara Zucchi

 

Paolo Levi non fa prigionieri. Sin quando non avrà un minimo pentimento lo prenderò alla sprovvista per ottenere da domande “normali” risposte infami.

BZ: Celebriamo oggi la Festa della nostra Repubblica. Quali sono i suoi ricordi?

 

PL: Nel 1946 io avevo 11 anni, non sapevo che la mia scelta futura sarebbe stata quella del critico d’arte ma sognavo di essere un nobile, influenzato dai romanzi di Dumas. Per questo motivo il 2 giugno avrei votato monarchia. Questo è il segreto che mi porto dentro, anche perché, dai nonni agli zii e ai miei genitori, ero circondato da repubblicani. In più, l’unico che scherzasse nella vita, come ci scherzo ancora oggi, ero sempre e solo io. L’arte non è soltanto il dipinto o la scultura, ma è la vita nelle sue splendide contraddizioni e solo un daltonico non ne capisce i colori.

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