di Lea Ficca

Eleganza ed essenzialità sono le prime sensazioni che affiorano visitando la mostra di Shio Kusaka, allestita negli spazi della galleria Gagosian di Roma e aperta al pubblico dal 28 marzo fino al 26 Maggio.

Prima personale dell’artista giapponese in Italia, l’esposizione è stata pensata da Kusaka in stretta relazione con gli spazi della galleria, ma anche con la città di Roma. Come lei stessa afferma in un’intervista, arrivata nella città eterna hanno catturato la sua attenzione i colori degli edifici storici, come i gialli e i rosa pallido, cromie delicate e silenziose che sono state riproposte in ognuno dei lavori presenti. Dall’idea iniziale di adottare, come in molte opere precedenti, colori accesi e vibranti e decorazioni significative, l’artista ha invece fatto proprio il fascino delle tinte romane facendone il leitmotiv di questa produzione più recente e conferendo all’intero ambiente un tono quieto e rilassante.

Appena entrati nella galleria, ciò che più colpisce è certamente la forma dell’installazione che occupa la grande sala ovale, nella quale si esaurisce quasi tutta la mostra. Per queste sculture la Kusaka ha realizzato un piedistallo dalla forma sinuosa e serpeggiante che richiama, oltre alla circolarità della stanza, alla morbidezza delle linee. Su questa lunga base sono adagiati lavori che alternano echi antichi a riferimenti più recenti: le sculture sono infatti variazioni sul tema del vaso, manufatto di chiara ispirazione antica tuttavia rivisitato attraverso l’accenno alla storia dell’arte del Novecento. Shio Kusaka fa dunque dialogare la classicità del vaso, che potrebbe apparire qui come un lontano reperto archeologico, con il Minimalismo americano, omaggiato nella elementarità delle forme, chiuse su loro stesse e ripetute in maniera quasi seriale. Inoltre, come nei lavori di Donald Judd, Robert Morris o Carl Andre queste opere intessono un forte legame con lo spazio circostante e si plasmano su esso. Anche artisti come Agnes Martin, Frank Stella e Sol Lewitt sono fonte di ispirazione per la giovane artista, che da questi riprende i disegni e le trame che caratterizzano ogni singola ceramica. Tuttavia, a un primo sguardo il riferimento più immediato che balza alla mente è quello a Giorgio Morandi e alla sue nature morte. Se da questo non trae stimolo diretto, o almeno dichiarato, le sculture della Kusaka sembrano in alcuni brani vere e proprie citazioni del grande Maestro bolognese: l’affiancamento di misure differenti e lo studio sulle variazioni formali dello stesso oggetto, in questo caso non brocche e bottiglie ma vasi, appaiono come una reinterpretazione plastica dei più celebri soggetti morandiani.

 

Nell’atmosfera pacata e intima conferita dalla predilezione per i colori tenui, le uniche vibrazioni, in queste sculture, si captano in quelle linee decorative geometriche e severe, che scelgono per ogni volume un differente schema. In alcuni lavori il tratto è continuo e pare ripercorrere l’andamento delle curve del vaso, accompagnandolo dolcemente. In altri le linee si fanno più dure e si interrompono per cambiare bruscamente direzione e intraprendere nuovi percorsi inaspettati ma sempre ordinati.

Le opere della sala ovale, spazio principale della galleria romana, sono motivo di nuove indagini per Shio Kusaka, che oltre a sperimentare insolite scelte cromatiche, ha presentato sculture decisamente più grandi rispetto a quelle realizzate in precedenza. Forse proprio l’incontro con le dimensioni della Gagosian e i grandi vuoti della sua sala espositiva, hanno fornito all’artista l’opportunità di dare respiro più ampio ai suoi volumi, che comunque conservano una forte componente pittorica, rintracciabile nella piattezza delle campiture e nella precisione della linea.

La mostra si conclude in un’ala minore della galleria nella quale la Kusaka ha proposto un’installazione dalle proporzioni ridotte. Sistemate su una base lignea rettangolare si trovano venti sculture più piccole, tutte cromaticamente uguali, dalla tinta chiarissima. Ancora più intime e raffinate, anche queste opere sono percorse da disegni che tracciano trame sempre nuove, in cui ritroviamo quell’affascinante incontro tra il mondo antico e la realtà contemporanea.

INFO

Shio Kusaka.

opening: 28 marzo 2018

fino al 26 maggio

Gagosia Gallery, Roma

via Francesco Crispi, 16. Roma

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