Alina Ditot, ormai nota artista di fama internazionale, sarà una delle protagoniste della mostra “La Grande Exposition Universelle” curata da Salvatore Russo e Francesco Saverio Russo, e organizzata in collaborazione con EA Editore, che si terrà il giorno 23 ottobre

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nel prestigioso Salon Gustave Eiffel. Dopo il grande successo internazionale che l’ha vista esporre a Firenze, Roma, Bruxelles, Palermo, Malta, Verona, e New York, le opere della Sacerdotessa illumineranno la Torre Eiffel di Parigi.

“Nessun alibi, nella pittura di Alina Ditot. Nessun luogo comune a cui appellarsi per poi essere smentito. Nessun inganno cognitivo. Una pittura che diventa un urlo straziante contro la Società dell’ingiustizia; contro quei meccanismi che vedono nella figurazione la dea perfetta. Una pittura dal sapore atavico, che ha negli antenati del segno la sua origine. Veri e propri graffi dell’anima, malesseri della psiche, deliri dell’intelletto, ombre di misteri celati, notti del regno degli inferi. Ditot, ci conduce a fare il viaggio del non ritorno, all’interno della spiritualità del segno. Un segno che si aliena dal bigottismo religioso e viene tacciato di eresia. Un segno che la porta a ferire la tela con colpi mortali. La Sacerdotessa ci conduce nella terra degli inferi; terra in cui Caronte traghetta le anime nello Stige infuocato. Nella pittura di Ditot il segno si fa lancia e viene ad uccidere la bellezza eterna. L’Artista crea dei veri e propri “walls of uneasiness social”; zone in cui il minotauro colloquia con Teseo, nel carcere di Minosse, in un dialogo che li condurrà a svelare l’enigma. Sulla tela la Sacerdotessa eretica professa il suo credo. Un credo che colloca il segno in quelle nuove cappelle sconsacrate in cui sugli altari non troviamo la sacra ostia bensì il sangue di cristo, vittima sacrificale di un mondo contemporaneo che ogni giorno crocifigge i suoi figli”. (da “La Sacerdotessa eretica” di Salvatore Russo)

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