Al fronte. Cineoperatori e fotografi raccontano la Grande Guerra
Mole Antonelliana, 29 gennaio – 3 maggio 2015
A cura di Roberta Basano e Sarah Pesenti Campagnoni

Una mostra da vedere perché si comprenda che il costo di una guerra non è solo quello degli armamenti ma anche delle vite perse in battaglia, soprattutto quelle dei superstiti.

Gli italiani prigionieri nei lager, i ruderi della guerra, le scuole bombardate, i campanili e le chiese colpite da granate nemiche, le rovine delle stazioni e dei cavalcavia, i caduti stesi sulle barelle, i cadaveri in fila lungo i cimiteri delle zone di guerra, in attesa di essere seppelliti, i corpi mutilati e le menti devastate.

I fotoritratti multipli di militari e civili sottoposti a valutazione presso i laboratori militari per la valutazione psicologica degli aspiranti piloti.

Si narra di strutture specifiche, quali l’istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, che trasformavano i mutilati di guerra in uomini meccanici da restituire alla società. La medicina però restava impotente di fronte alle ferite provocate dalle condizioni estreme della vita in trincea: drammi psicofisici in cui le menti dei soldati si popolavano di fantasmi e psicosi mentre i loro corpi erano segnati da tic, spasmi muscolari e nevrosi.

Definiti “scemi di guerra” questi pazienti insieme ai mutilati sono i protagonisti di una produzione foto cinematografica di stampo scientifico che accomuna la fotografia, imprescindibile nella compilazione delle cartelle cliniche, alle immagine in movimento, strumento privilegiato per lo studio di psicosi e nevrosi di origine traumatica. Importanti medici come il Professor Camillo Negro affidano alla sequenza cinematografica l’illustrazione di queste nuove sintomatologie, non solo per documentarne la nascita, ma anche a scopo didattico, per sopperire alla mancanza di materiale clinico vivente nelle università.

Cento anni fa, la Grande Guerra investe il Vecchio Continente con la sua modernità che, oltre alle armi micidiali, annovera l’utilizzo di nuovi mezzi di comunicazione. Tra queste la fotografia e il cinema si rivelano risorse fondamentali nel definire gli equilibri di potere dei principali paesi belligeranti.Scatti e riprese realizzati da fotografi e operatori militari invadono le pagine di quotidiani e riviste e dominano gli spettacoli cinematografici di tutto il mondo, trovando una eco nelle innumerevoli fotografie amatoriali accumulate dai reduci e dalle loro famiglie, memoria di un’esperienza umana e sociale estrema e contraddittoria. La mostra AL FRONTE. Cineoperatori e fotografi raccontano la Grande Guerra alla Mole Antonelliana – Museo Nazionale del Cinema di Torino, dal 29 gennaio al 3 maggio 2015 propone un percorso di immagini attraverso 160 fotografie inedite, scattate da Luis Bogino al seguito del Regio Esercito Italiano e dai soldati fotoamatori dislocati sui di guerra. Accanto a questo primo tracciato si sviluppa il percorso cinematografico: una selezione di film “dal vero”, girati al fronte e nelle retrovie, e di titoli di fiction di epoche diverse, testimonianza di un’eredità visiva e culturale variamente interpretata nel corso del tempo.

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